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martedì 10 marzo 2015

Animali, la solidarietà italiana è solo a parol

Le questioni che riguardano ambiente e animali – da ultima quella dell’orsa Daniza – spesso mobilitano l’opinione pubblica ben oltre il pensabile. Però, nei fatti, nessuno sostiene la causa anche economicamente. E la crisi non c’entra.

orsa-daniza
La questione dell’orsa Daniza morta in Trentino ha sconvolto il Paese, e l’isteria collettiva ha colpito politici, showman e gente comune; l’atmosfera e i toni – specie sui social – sono darivoluzione armata. In questo momento un gruppo di attivisti riuniti dall’Enpa annuncia di “aver occupato” il Ministero dell’Ambiente a Roma, con l’intenzione di farsi dare chiare risposte sulla vicenda.
Non è certo la prima volta che l’Italia si mobilita per l’ambiente e gli animali, e non sarà l’ultima. Oggi ad esempio c’è ampio spazio sui media per il ragazzo di Varese che protegge i cipressi dall’abbattimento con lo sciopero della fame, ieri le offese alla giovane Caterina Simonsen – ricordate? – che difendeva su Facebook la sperimentazione sugli animali a fini terapeutici. Insomma un sacco di energia e tanta voglia di fare casino.
Eppure a fatti siamo messi male. Se l’Italia è un Paese fuori dairanking internazionali per quanto riguarda le donazioni in beneficenza in generale, sul tema ambiente andiamo malissimo. Gli ultimi dati Doxa, presentati a giugno al Festival del Fundraising 2014, e relativi allo scorso anno, lasciano senza parole: nell’ultimo anno oltre il 70% della popolazione non ha donato nulla. Chi dona sgancia una media di 54 euro (due in più rispetto alla rilevazione precedente): eppure stiamo parlando dell’Italia, l’ottava economia al mondo. Direte, colpa della crisi economica. Beh, è facile capire quanto poco conta il benessere considerando che il Paese che dona di più al mondo è il Myanmar, mentre gli Stati Uniti – leader economico globale in cui la crisi economica è finita da un po’ – è solo 13esimo, nonostante un regime fiscale che agevola le donazioni al 100%.
Dei pochi spiccioli che gli italiani riservano alla beneficenza, comunque, la difesa dell’ambiente è agli ultimi posti (Doxa). Il 68% dei ricavi va alla ricerca medica, il 22% all’emergenza, il 16 alla povertà nel mondo e il 12 alla povertà in Italia, poi ci sono le adozioni a distanza (12), e solo infine la protezione degli animali (7%) e dell’ambiente (3%). Il dato tendenziale, inoltre, non aiuta: se rispetto agli anni precedenti la raccolta fondi a sostegno dell’ambiente è leggermente aumentata, quella per la difesa degli animali è inequivocabilmente scesa.

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